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Il Documento Programmatico sulla Sicurezza
Il
Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196
(Codice in materia di protezione dei dati personali)
introduce il diritto alla protezione dei dati personali al fine di
garantire che " il trattamento dei dati si svolga nel rispetto dei
diritti e delle libertà fondamentali, nonchè della dignità dell'
interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all'
identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali ".
Ciò obbliga tutte le entità titolari del trattamento siano esse aziende private,
pubbliche amministrazioni o qualsiasi altro ente, associazione od
organismo a trattare i dati personali secondo "misure minime di sicurezza",
come previsto nell'
allegato
B.
La classificazione dei dati, l' individuazione dei
soggetti che ne effettuano il trattamento assieme alle relative modalità
di conservazione e trattamento, e la
valutazione del rischio di possibili perdite e/o trattamenti non conformi
a quanto indicato dal D. L. 196/2003 costituiscono la base di partenza
per la redazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza ( DPS ).
Sulla base di tali premesse il DPS
rappresenta lo strumento di riferimento per la definizione delle
strategie di sicurezza da adottare al fine di ridurre i rischi derivanti
dal trattamento dei dati. Tali misure vanno descritte nel Documento Programmatico sulla Sicurezza, che riporta le modalita' di trattamento e di conservazione dei dati personali e sensibili.
Il DPS deve indicare, inoltre, le modalità per il ripristino dei dati in
seguito a distruzione e/o danneggiamenti.
La redazione del DPS presuppone quindi una attenta
valutazione dei dati e del loro relativo trattamento, sia esso in
forma documentale e/o elettronica, per cui l' elaborazione del documento
implica una conoscenza specifica nel settore della sicurezza logica,
fisica e procedurale.
Il D. L. 196/2003 non fornisce indicazioni in
merito a quali siano le misure di sicurezza più appropriate, ma impone
ad ogni entità titolare del trattamento di allestire l' opportuna
struttura informatica ed organizzativa per proteggere i propri dati. Le
entità titolari che trattano dati con l' ausilio di strumenti
elettronici sono tenute alla salvaguardia dei dati attraverso un sistema di autenticazione informatica e l'
installazione dove le circostanze lo richiedono di antivirus per la
protezione da virus informatici e firewall per impedire accessi non
autorizzati dall' esterno. La normativa obbliga il titolare del
trattamento ad attuare le misure minime di sicurezza, tra le quali e' prevista la redazione del DPS, che va tenuto costantemente aggiornato ed esibito all' autorita' giudiziaria in caso di richiesta.
La formazione
Il Codice in materia di protezione dei dati
personali prevede interventi formativi per gli incaricati del
trattamento, al fine di informarli sui rischi che possono compromettere
la sicurezza e la privacy dei dati, sulle misure di sicurezza
disponibili per prevenire eventi dannosi, sugli aspetti della disciplina sulla protezione dei dati
personali piu' rilevanti, in riferimento alle relative attivita' e sulle responsabilita' che ne derivano, e
sulle modalita' di
aggiornamento relative alle misure minime adottate dal titolare.
Sicurezza nella PA
La diffusione dell' utilizzo delle reti rappresenta
ormai una necessità gestionale e di colloquio delle Pubbliche
Amministrazioni tra loro, con le imprese e con i cittadini. Internet sta
divenendo sempre più il sistema di scambio di informazioni
evidenziando nel contempo tutta la sua vulnerabilità.
Il Comitato Tecnico Nazionale sulla Sicurezza Informatica
ha redatto nel marzo 2004 un documento che contiene le
proposte concernenti le strategie in materia di sicurezza informatica e delle telecomunicazioni per la
pubblica amministrazione.
La sicurezza informatica deve essere un elemento
fondamentale nel processo di avvicinamento, tramite la tecnologia, del
cittadino e delle istituzioni private alla PA. Infatti, aldilà
della disponibilità di servizi, è necessario fornire al "cittadino" precise garanzie in relazione al
rispetto delle principali proprietà di sicurezza dei servizi stessi, al fine di assecondare
quelle attività di coinvolgimento e di collaborazione tra "cittadino" e PA, che sono alla base di ogni processo di
e-government.
Le Pubbliche Amministrazioni sono, perciò, chiamate ad adeguare le proprie
strutture informatiche a quanto richiesto dal
CNSI, individuando i responsabili
sicurezza al proprio interno o affidando la
gestione a figure esterne
(outsourcing).
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