ICT: sostanza, moda o approssimazione ?

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Web, app, saas … asp, php java … firewall, proxy … e chi più ne ha….

Muoversi nello sterminato numero di acronimi che indicano strumenti prodotti e/o servizi diventa ogni giorno sempre più difficile e, ad onor del vero, restare aggiornati ,in questo ambito, lo è forse ancora di più. Se da un lato la vasta offerta e’ sinonimo di una pluralità che consente al fruitore finale di trovare la soluzione più confacente alle proprie esigenze, dall’ altro il rischio di fare delle scelte con poca consapevolezza di ciò che si sta acquistando è molto alto.

Il rischio maggiore è quello di fare scelte che seguano più la “moda “ del momento o il “sentito dire” o magari solo il “brand”, invece che soddisfare le effettive esigenze dell’ azienda, sia essa pubblica ( PA ) o privata.

Lo stesso rischio lo corre chi progetta, sviluppa ed offre soluzioni agli utilizzatori finali. La scelta di un particolare strumento molto spesso non è conseguente ad una attenta valutazione degli obiettivi da raggiungere, di sovente, la scelta cade su strumenti che possono essere sovradimensionati o sottodimensionati, in genere non adeguati al fabbisogno del progetto e/o del cliente.

La scelta errata dello/i strumento/i porta ad un aumento della complessità sia nella fase di realizzazione che nella successiva fase di manutenzione.

Tutto ciò porta a due differenti tipologie di problemi, dal un lato la dilatazione dei tempi di realizzazione e messa a punto del sistema e dall’ altro l’ aumento dei costi sia per la realizzazione che per la successiva manutenzione.

In uno scenario di questo tipo più che mai è importante la scelta del progettista IT professionista, piuttosto che del provider o del brand, fermo restando la qualità di questi ultimi.

A questo punto è necessaria, però, una precisazione.

Oggi le interfacce di programmazione dei moderni device da un lato ed i tools di sviluppo per applicativi dall’ altro, sono molto differenti da quelli di alcuni decenni fa :

  • le interfacce degli apparati attivi di rete consentono di effettuare la maggior parte delle operazioni, per cui i tempi di implementazione sono notevolmente ridotti non dovendo necessariamente utilizzare la console per digitare tante righe di comando,
  • i tools di sviluppo RAD consentono di sviluppare applicativi in tempi notevolmente ridotti rispetto al passato, quando era necessario molto tempo per scrivere e testare migliaia di righe di codice, magari per realizzare una singola funzione.

Un contesto di questo tipo dà la possibilità  di focalizzare gli sforzi sull’ aspetto creativo consentendo, così, di realizzare sistemi informatici più complessi ed evoluti in minore tempo, non dovendo passare una gran quantità di tempo nella digitazione di righe di codice o di comando.

La semplificazione della configurazione degli apparti attivi di rete ed i tools di sviluppo RAD hanno aperto uno scenario completamente nuovo nel quale diventa fondamentale la interdisciplinarietà del progettista IT.

Inoltre la scelta dei prodotti e dei tools per implementare un sistema informatico può essere la più varia possibile consentendo anche alle piccole realtà di poter fruire di tecnologie all’ avanguardia con costi adeguati alle dimensioni dell’ azienda o della PA.

Il progettista IT professionista, gioca un ruolo fondamentale in questo contesto, a lui spettano le scelte, non essendo più legato, per l’ implementazione di servizi, a determinati providers o brands, potendo attingere ad un numeri più ampio di risorse disponibili sul mercato ma sempre ugualmente affidabili e performanti.

Cicciano 13/11/2017                                                                            ing. Giovanni Pizza

Attività consulenza e progettazione di soluzioni IT

Category: ICT News

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- 28 ottobre 2017

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