Buono pasto Enti Locali

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Il buono pasto negli enti locali viene attribuito in sostituzione della mensa, poiché il CCNL non obbliga i Comuni ad istituirla.

Il buono pasto è disciplinato all’art. 45 comma 2 del CCNL Enti locali: E’ il Regolamento dell’Ente che stabilisce le ore minime di lavoro sia al mattino che al pomeriggio.

Qui di seguito si riporta la disciplina generale del Buono Pasto:

La disciplina fondamentale in materia di mensa e di buoni pasto sostitutivi è contenuta, come noto, dagli artt.45 e 46 del CCNL del 14.9.2000, e dall’art.13 del CCNL del 9.5.2006.

in particolare, l’art .46, comma 2, del CCNL del 14.9.2000, stabilisce che i lavoratori hanno titolo, nel rispetto della specifica disciplina sull’orario adottata dall’ente, ad un buono pasto per ogni giornata effettivamente lavorata nella quale, siano soddisfatte le condizioni di cui all’art.45, comma 2” del medesimo CCNL”.

Tale ultima disposizione prevede che: “possono usufruire della mensa i dipendenti che prestino attività lavorativa al mattino con prosecuzione nelle ore pomeridiane, con una pausa non superiore a due ore e non inferiore a trenta minuti. La medesima disciplina si applica anche nei casi di attività per prestazioni di lavoro straordinario o per recupero. Il pasto va consumato al di fuori dell’orario di servizio.

La formulazione del testo della clausola contrattuale consente di poter affermare che, ai fini della attribuzione dei buoni pasto, l’unica condizione legittimante è quella della necessaria esistenza di prestazioni lavorative che, iniziate in orario antimeridiano, proseguano comunque in orario pomeridiano, tenendo conto a tal fine anche delle eventuali prestazioni di lavoro straordinario.

La nuova regolamentazione contenuta nell’art.13 del CCNL del 9.5.2006, non incide in alcun modo sulla complessiva regolamentazione degli artt.45 e 46 del CCNL del 14.9.2000, che avevano precedentemente regolato la materia e che, proprio a conferma della ulteriore vigenza degli stessi, sono richiamati in principio della nuova clausola contrattuale.

In virtù delle nuove regole, agli enti del comparto è riconosciuta la possibilità di individuare, in sede di contrattazione decentrata integrativa, quelle particolari figure professionali , operanti nelle aree della protezione civile, della vigilanza, dell’area scolastica ed educative e delle attività di biblioteca, che, in considerazione della necessità di assicurare la continuità dei servizi, fermo restando l’attribuzione del buono pasto, possono fruire di una pausa per la consumazione del pasto di durata determinata in via negoziale, in termini di maggiore brevità rispetto a quella prevista nella pregressa disciplina contrattuale; si tratta di un’indicazione esaustiva non suscettibile, pertanto, di ampliamenti in sede di contrattazione decentrata integrativa.

Tale pausa, proprio per evitare ogni incidenza sulla continuità del servizio, potrà essere collocata anche all’inizio o alla fine di ciascun turno di lavoro.

L’inciso “fermo restando l’attribuzione del buono pasto” sta a precisare che, ove in presenza dei presupposti previsti, possa trovare applicazione la specifica disciplina dell’art.13 del CCNL del 9.5.2006, anche in presenza di una pausa per il pasto ridotta e di una sua collocazione all’inizio o alla fine di ciascun turno di lavoro del personale interessato, questo ha comunque diritto al riconoscimento del buono pasto.

Il richiamo alle disposizioni degli artt. 45 e 46 del CCNL 14.9.2000, contenuto nel citato art.13 del CCNL del 9.5.2006, consente di affermare che, nella attribuzione dei buoni pasto, secondo le integrazioni introdotte dalla nuova disciplina, non si può comunque prescindere dalla necessaria esistenza di attività lavorative al mattino con prosecuzione nelle ore pomeridiane e, perciò, deve escludersi che possa avvenire anche in occasione di prestazioni rese solo in orario antimeridiano o pomeridiano con prosecuzione anche nelle ore serali e notturne.

Conseguentemente, anche dopo il citato art.13 del CCNL del 9.5.2006, il buono pasto non può essere comunque riconosciuto al personale considerato da tale clausola contrattuale in mancanza della precisa condizione legittimante considerata dal CCNL e cioè la necessaria esistenza di prestazioni lavorative che, iniziate in orario antimeridiano, proseguano comunque in orario pomeridiano.

Data la precisa prescrizione contrattuale, non si ritiene, pertanto, possibile alcuna forma di interpretazione estensiva della stessa, nel senso della dilatazione della sua portata applicativa fino a ricomprendervi situazioni non espressamente contemplate.

Pertanto, per quanto sopra detto, deve comunque escludersi che l’attribuzione del buono pasto possa avvenire anche in occasione di prestazioni rese solo in orario antimeridiano oppure esclusivamente in quello pomeridiano, anche se con prosecuzione nelle ore serali e notturne.

Si ritiene anche opportuno precisare che la materia dei buoni pasto e delle condizioni legittimanti la attribuzione degli stessi non costituisce oggetto di contrattazione decentrata integrativa, con conseguente inderogabilità delle previsioni generali contenute negli artt.45 e 46 del CCNL del 14.9.2000; essa è ammessa solo nei ristretti limiti fissati dalla disciplina dell’art.13 del CCNL del 9.5.2006.



Esempi\Bozza  di REGOLAMENTO DEL SERVIZIO MENSA E DEI BUONI PASTO

ART. 1 – PRINCIPI GENERALI

La normativa contrattuale vigente in materia del servizio mensa e dei buoni pasto per i dipendenti è contenuta negli art. 45 e 46 del CCNL del 14 settembre 2000 del Comparto Regioni e Autonomie locali.

La scelta di istituire all’interno di un’amministrazione locale il servizio mensa o di concedere buoni pasto sostitutivi è effettuata da ciascun ente in relazione al proprio assetto organizzativo compatibilmente con le risorse disponibili e con modalità d’attuazione rimesse alle scelte discrezionali dell’Ente.

Il Comune di xxxxx, in relazione al proprio assetto organizzativo ed in ottemperanza alle disposizioni contrattuali, assicura al proprio personale in servizio a tempo indeterminato e determinato sia a tempo pieno che a tempo parziale, compreso Dirigenti, Direttore Generale e Segretario Generale, avente diritto in base a quanto indicato nel presente disciplinare, il servizio sostitutivo di mensa aziendale erogato sotto forma di ticket restaurant (buono pasto) del valore nominale di € xxxx alle condizioni indicate dai successivi articoli.

Il Comune di xxxxx assicura, inoltre, al personale educativo e ausiliario in servizio presso l’asilo nido, il servizio di mensa, erogato presso la struttura di appartenenza tramite gestione diretta o gestione esterna affidata a ditta specializzata, con consumazione del pasto in sede al fine di assicurare, in tal modo, continuità didattica, vigilanza ed assistenza ai minori. Salvo casi particolari specificati nei successivi articoli, l’erogazione giornaliera del buono pasto in sostituzione del servizio di mensa è regolata dalle seguenti condizioni:

a) il lavoratore deve essere in servizio e deve effettuare le regolari timbrature della giornata;

b) deve prestare attività lavorativa al mattino, effettuare la pausa pranzo non inferiore a trenta minuti e non superiore a due ore nell’ambito della fascia pausa pranzo e proseguire l’attività lavorativa al pomeriggio per almeno altre due ore;

c) deve prestare attività lavorativa nella giornata per oltre sei ore complessive, escluso il tempo della pausa pranzo;

d) la consumazione del pasto deve avvenire al di fuori dell’orario di lavoro, entro la fascia pausa pranzo stabilita tra le ore 12:00 e le ore 14:30; al di fuori di tale fascia oraria, pur nel rispetto tempo minimo/massimo della pausa pranzo, il buono pasto non potrà essere assegnato. E’ esclusa la possibilità di attribuzione di più di un buono pasto al giorno anche nel caso in cui l’attività lavorativa si protragga in ore serali e notturne. Il diritto al servizio sostitutivo di mensa è connesso alla prestazione del servizio, certificata dai sistemi di rilevazione.

Il diritto al buono pasto non decade in caso di fruizione dei sottoindicati permessi ad ore in quanto tali periodi sono considerati ore lavorative agli effetti della durata del lavoro: – riposi giornalieri (ex allattamento); – assemblea sindacale; – permessi sindacali (art. 11 CCNQ 98); – permessi RSU. Non si ha diritto al buono pasto nei giorni di assenza dal servizio per l’intera giornata, comunque essa sia giustificata e nei giorni

ART. 2 – TIPOLOGIE BUONI PASTO

Convenzionalmente i buoni pasto sono suddivisi in due tipologie: – buono pasto ordinario, attribuibile nelle giornate di lavoro ordinario articolato su mattino e pomeriggio; – buono pasto straordinario, attribuibile nelle giornate di lavoro ordinario antimeridiano con lavoro straordinario pomeridiano purchè debitamente autorizzato.

ART. 3 – ASSEGNAZIONE DEL BUONO PASTO ORDINARIO

Il personale soggetto ad articolazione dell’orario di lavoro su cinque/sei giorni settimanali con sabati alternati e con due rientri pomeridiani, può usufruire di un buono pasto per ogni giornata con rientro pomeridiano ordinario, nel rispetto di quanto indicato nelle lettere a), b), c) e d) del precedente art. 1. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 100 buoni pasto annui. Il personale soggetto ad articolazione dell’orario di lavoro su sei giorni settimanali con cinque rientri pomeridiani, può usufruire di un buono pasto per ogni giornata con rientro pomeridiano ordinario, nel rispetto di quanto indicato nelle lettere a), b), c) e d) del precedente art. 1. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 250 buoni pasto annui.

ART. 4 – ASSEGNAZIONE DEL BUONO PASTO STRAORDINARIO

Il personale che per motivate esigenze di servizio è autorizzato ad effettuare lavoro straordinario di due o più ore in un giorno non previsto per il rientro pomeridiano, può usufruire di un buono pasto nel rispetto di quanto indicato nelle lettere a), b), c) e d) del precedente art. 1. In assenza della determina di autorizzazione a compiere lavoro straordinario comprensiva di copertura finanziaria per i costi da essa derivati e in presenza di casi di recupero debiti orari, il buono pasto non può essere attribuito. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 30 buoni pasto annui.

ART. 4.1 – ASSEGNAZIONE DEL BUONO PASTO STRAORDINARIO AL PERSONALE TITOLARE DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA E AL SEGRETARIO COMUNALE

Il personale titolare di posizione organizzativa e il Segretario Comunale che per motivate esigenze di servizio effettua lavoro straordinario di due o più ore in un giorno non previsto per il rientro pomeridiano, può usufruire di un buono pasto nel rispetto di quanto indicato nelle lettere a), b), c) e d) del precedente art. 1. In presenza di casi di recupero debiti orari il buono pasto non può essere attribuito. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 30 buoni pasto annui.

ART. 5 – MENSA AL PERSONALE EDUCATIVO E AUSILIARE DELL’ASILO NIDO

Il personale in servizio presso l’asilo nido può usufruire della mensa fornita dall’ente con consumazione del pasto in sede per la necessaria continuità didattica, vigilanza e assistenza ai minori. L’intervallo relativo alla fruizione della mensa fornita dall’ente con consumazione del pasto in sede è computato a tutti gli effetti come completamento dell’orario di servizio; di conseguenza non è necessario registrare la pausa. Al suddetto personale, essendo vigente il servizio di mensa fornito dall’ente, non è erogabile né il buono pasto ordinario né il buono pasto straordinario.

ART. 6 – ATTRIBUZIONE DEL BUONO PASTO AL PERSONALE DI VIGILANZA DELLA POLIZIA MUNICIPALE

Al fine di garantire il regolare svolgimento delle particolari attività di vigilanza e la conseguente continuità dell’erogazione dei servizi, il personale appartenente al corpo di Polizia Municipale con articolazione dell’orario in turni, in deroga a quanto stabilito all’art. 1, lettere b) c) e d), potrà fruire della pausa pranzo collocata anche all’inizio o alla fine di ciascun turno di lavoro. L’attribuzione dei buoni pasto al personale della Polizia Municipale turnista avviene nei seguenti casi, specificando che nel caso in cui sia assente uno dei due operatori, non potendosi garantire la continuità del servizio (almeno 10 ore con alternanza antimeridiana pomeridiana), il buono pasto non potrà essere erogato: 1) il personale turnista soggetto ad articolazione di lavoro su cinque/sei giorni settimanali con sabati alternati e con cinque turni antimeridiani-pomeridiani può usufruire di un buono pasto per ogni giornata di turno della durata minima superiore alle 6:00 ore. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 250 buoni pasto annui; 2) il personale turnista soggetto ad articolazione di lavoro su cinque giorni settimanali con cinque turni antimeridiani-pomeridiani può usufruire di un buono pasto per ogni giornata di turno della durata minima superiore alle 6:00 ore. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 250 buoni pasto annui; 3) il personale turnista soggetto ad articolazione di lavoro su sei giorni settimanali con sei turni antimeridiani-pomeridiani può usufruire di un buono pasto per ogni giornata di turno della durata minima di 5:50 ore. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 300 buoni pasto annui. Al personale appartenente al corpo di Polizia Municipale con articolazione oraria che non preveda turni si applicano le disposizioni di cui all’art. 3 e all’art. 4 del presente regolamento. Al personale della Polizia Municipale in servizio nei giorni festivi non si applica il limite di 30 buoni pasto straordinari previsti all’articolo 4 e viene erogato un buono pasto per ogni giornata in deroga a quanto stabilito alle lettere b) e d) dell’art. 1, purchè la durata del servizio sia superiore alle sei ore continuative. Per assicurare la continuità della vigilanza, l’intervallo relativo alla consumazione del pasto è computato a tutti gli effetti come completamento dell’orario di servizio; di conseguenza non è necessario registrare la pausa. E’ esclusa la possibilità di attribuzione di più di un buono pasto al giorno anche nel caso in cui l’incarico si protragga in ore serali e notturne.

ART. 7 – ATTRIBUZIONE DEL BUONO PASTO AL PERSONALE IN CASO DI CONSULTAZIONI ELETTORALI

Al personale impegnato nelle attività di consultazioni elettorali svolto in regime di lavoro straordinario elettorale, soltanto per il periodo autorizzato, non si applica il limite di 30 buoni pasto previsti all’articolo 4, fermo restando il rispetto di quanto indicato nelle lettere a), b), c) e d) dell’art. 1 del presente disciplinare. E’ esclusa la possibilità di attribuzione di più di un buono pasto al giorno anche in caso che l’attività di straordinario elettorale si protragga in ore serali e notturne. Per questa tipologia, la disponibilità per ciascun dipendente è stabilita nel numero massimo di 15 buoni pasto per ogni consultazione elettorale.

ART. 8 – ATTRIBUZIONE DEL BUONO PASTO AL PERSONALE IN CASO MISSIONI o CORSI DI FORMAZIONE FUORI SEDE DI DURATA INFERIORE AD OTTO ORE

I dipendenti in missione o che partecipino a corsi di formazione fuori sede della durata inferiore alle 8:00 ore, possono usufruire di un buono pasto, in base alle seguenti condizioni: – Missione/corso di formazione effettuati nei giorni non previsti per il rientro pomeridiano. Spetta il buono pasto straordinario, fermo restando il quantitativo massimo annuo previsto all’art. 4 ed in deroga a quanto previsto alle lettere b) e d) dell’art. 1, purchè la durata della missione/corso di formazione siano superiore a 6:00 ore continuative, comprensive dell’intervallo relativo alla pausa pranzo di almeno 30 minuti, attestata da timbrature o da apposita dichiarazione del dipendente vistata dal dirigente del settore di appartenenza. – Missione/corso di formazione effettuati nei giorni con il rientro pomeridiano. Spetta il buono pasto ordinario e si segue la procedura ordinaria prevista all’art. 3 con pausa pranzo di almeno 30 minuti. Se la missione è effettuata con rientro in sede oltre le 14:30, può essere attribuito il buono pasto ordinario purchè l’attività lavorativa complessivamente prestata risulti superiore a 6:00 ore comprensive dell’intervallo pausa pranzo. L’orario del servizio deve essere attestato attraverso le regolari timbrature oppure mediante dichiarazione del dipendente vistata dal dirigente del settore di appartenenza.

ART. 9 – MODALITÀ DI EROGAZIONE DEL SERVIZIO

La quantificazione dei buoni pasto spettanti ai dipendenti è effettuata in base al sistema di rilevazione delle presenze. I buoni pasto vengono distribuiti mensilmente ai dipendenti entro il giorno 15 del mese successivo alla maturazione del diritto alla loro ricezione. Il dipendente che entro tale data non abbia ricevuto i buoni pasto di competenza può recarsi direttamente all’ufficio preposto per il loro ritiro. Con la consegna e la firma per ricevuta del dipendente, i buoni pasto entrano nella sua piena disponibilità e qualsiasi evento che non ne consenta l’utilizzo, compreso il furto o lo smarrimento, non danno diritto ad altra erogazione. In caso di deterioramento dei buoni pasto, l’ufficio preposto può procedere alla relativa sostituzione soltanto nel caso in cui il dipendente consegni i buoni deteriorati, ma in ogni caso interi, con la possibilità di leggere il codice a barre, il relativo numero di serie progressivo e comunque non scaduti. I buoni sono spendibili fino alla data di scadenza prevista su ciascun buono. I dipendenti hanno tempo fino al trentesimo giorno successivo alla scadenza dei buoni per sostituirli con altri validi, restituendo all’ufficio preposto i buoni scaduti. Dopo tale termine i buoni non possono essere sostituiti con altri validi.

ART. 10 – DISPOSIZIONI FINALI

Il presente disciplinare sostituisce le disposizioni adottate sino ad oggi in materia di buoni pasto  in cui non si effettua il rientro

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Category: Rilevazione Presenze

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- 24 marzo 2016

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